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Ripresa turismo internazionale rimandata all’estate 2021

Ma le ultime previsioni dell’Organizzazione mondiale del turismo rendono più probabile la ripresa nel 2022

Quando è prevista la ripresa del turismo internazionale? Nell’estate 2021.
Se va bene.
Se saremo fortunati. 

C’è da sperare che il pool di esperti dell’Organizzazione mondiale per il turismo delle Nazioni Unite non si sbagli (ancora).  In effetti a giugno 2020 (sembra un secolo fa…) l’Agenzia europea per il turismo aveva previsto tre scenari, oggi miseramente naufragati e asfaltati dalla seconda ondata di Covid-19 (che pure era stata prevista proprio per ottobre già a marzo 2020).

I tre scenari (più che ottimistici) parlavano di una ripresa del turismo a partire 

– da luglio 2020 (Scenario 1) 

– da settembre 2020 (scenario 2) 

–  da dicembre 2020 (Scenario 3).
A meno di miracoli in zona Cesarini, anche l’ultima previsione sembra destinata a non avverarsi nè per l’Italia nè per buona parte del mondo.

E a confermarlo arriva l’Unwto, l’Organizzazione mondiale del turismo che il 29 ottobre 2020 ha rilasciato gli ultimi dati sul turismo con le relative previsioni di scenari per il turismo nuove di zecca.

Quando inizierà la ripresa del turismo internazionale?

Ora, la prima previsione (la più favorevole) parla del terzo trimestre 2021, cioè piena estate.
Tuttavia, circa il 20% degli esperti suggerisce che la ripresa del turismo internazionale potrebbe verificarsi solo nel 2022.

Le restrizioni di viaggio che tutti i Paesi hanno varato per abbattere il pericolo di contagio da Coronavirus sono viste come il principale ostacolo alla ripresa del turismo internazionale.
A questo si aggiungono il pessimo contenimento del virus nei Paesi occidentali sviluppati (non così in Cina…) e alla scarsa fiducia dei consumatori che non se la sentono di tornare a viaggiare.
La ripresa del turismo -dicono gli esperti delle Nazioni Unite- è ostacolata poi da una crisi economica mondiale che sta colpendo tutti gli Stati ma non tutti allo stesso modo.
Inoltre, ad incidere pesantemente sul turismo sarebbe la mancanza di una risposta coordinata tra i Paesi per garantire protocolli armonizzati e restrizioni coordinate.

I DATI DEL 2020 RIMANDANO LA RIPRESA DEL TURISMO INTERNAZIONALE

Secondo il più recente “Barometro del turismo mondiale dell’UNWTO”, gli arrivi internazionali sono precipitati in media dell’81% a luglio e del 79% ad agosto. Il che è tutto dire visto che tradizionalmente sono i due mesi più trafficati dell’anno e il picco della stagione estiva dell’emisfero settentrionale.
Il calo fino ad agosto rappresenta 700 milioni di arrivi in meno rispetto allo stesso periodo del 2019 e si traduce in una perdita di 730 miliardi di dollari in proventi delle esportazioni dal turismo internazionale.

Si tratta di più di otto volte la perdita subita a seguito della crisi economica e finanziaria globale del 2009 .

Tutte le regioni del mondo hanno registrato forti diminuzioni degli arrivi nei primi otto mesi dell’anno.
L’Asia, il primo continente a soffrire dell’impatto di COVID-19, hanno visto una diminuzione degli arrivi del 79%, seguita da Africa e Medio Oriente (entrambi – 69%), Europa (-68%) e Americhe ( -65%).
In seguito alla graduale riapertura estiva dei confini internazionali, l’Europa ha registrato cali relativamente minori in luglio e agosto (-72% e -69%, rispettivamente).

Ma la ripresa è stata di breve durata. 

Nuove restrizioni sono state introdotte già da settembre.
Sulla base delle ultime tendenze, l’Unwto prevede un calo complessivo vicino al 70% a fine 2020.

CRISI TURISMO: QUAL E’ LA SITUAZIONE DELL’ITALIA?

Presi così i dati fanno paura ma analizzandoli con attenzione si può intravedere qualche minimo spiraglio anche per l’Italia.
Ad agosto 2020, per esempio, l’Italia ha il tasso di perdita minore relativo agli ingressi di stranieri (-43% rispetto allo stesso periodo del 2019), segue Regno unito con 54%. La classifica è chiusa dalla Tailandia che ha segnato un calo del 100%. In pratica nessun turista è entrato nel Paese ad Agosto…

L’Italia, invece, è messa peggio sul tasso di occupazione pari al 27% su base annua. La percentuale migliore tra le top 10 destination è degli Usa con -44%. E’ andata meglio a settembre 2020 l’Italia si è presa un 34% di tasso di occupazione (dato comunque bassissimo).

E le prenotazioni di hotel come sono andate nel 2020 fino a settembre? L’Italia è al terz’ultimo posto con -63% (a settembre -64%).

Sulle prenotazioni brevi l’Italia perde solo il 15% ma a settembre 2020 -ultimo dato- il 36%.

Per quanto riguarda il giro di affari sul turismo nei primi nove mesi del 2020 l’Italia ha perso il 54% su base annua rispetto al 2019.

E’ certo che gli imprenditori del turismo dalle agenzie viaggi, tour operator e via via tutte le imprese di accoglienza e servizi continueranno a domandarsi ancora per un pò le stesse cose.

Quando si tornerà a viaggiare all’estero?
Quando finiranno le restrizioni per viaggiare?
Quali sono le previsioni sul turismo?
Quali sono gli scenari del turismo per il 2021?

QUANDO FINIRA’ IL COVID-19?

La risposta certa rimane solo una: la ripresa del turismo internazionale partirà quando finirà il Covid-19.
Da quel momento ci vorranno alcuni mesi per ritornare ai livelli “normali” del 2019.

Non si escludono, comunque, picchi verso l’alto.

Per compensare le tante carenze e le restrizioni, chi potrà recupererà. In molti viaggeranno magari di più con conseguenti benefici per tutto l’indotto.
E’ già successa una cosa simile proprio nell’estate 2020 la prima dopo il lockdown.

E’ importantissimo, allora, prima di tutto resistere e farsi trovare vivi quando arriverà la ripresa.
Se possibile strutturarsi e prepararsi a dovere per affrontare la nuova era del turismo che verrà.
A questo proposito possono tornare utili gli spunti che abbiamo dato a marzo 2020 quando il mondo intero era costretto in casa e agenzie viaggi e tour operator non sapevano cosa fare e dire…

Ci sono in ballo cose enormi e senza precedenti come la recessione economica mondiale.

In attesa di sapere se e come si potrà viaggiare nel 2021 gli imprenditori del turismo italiani possono fare tanto per mantenere il dialogo con i propri clienti. E’ inevitabile puntare sempre di più su strategie di web marketing per il turismo.

Se non si può viaggiare si può sicuramente comunicare.
E la buona comunicazione è alla base di ogni successo economico.
Soprattutto nel turismo.

Punta sul Web marketing.


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