Viaggi e Coronavirus: «normalità non prima di un anno»

Ipotesi sugli scenari possibili nel settore turismo e dei viaggi. Agenzie viaggi e tour operator dovranno tenere duro ancora per molto

Siamo nel pieno dell’emergenza Pandemia ma il mondo del turismo si sta interrogando da giorni per cercare di trovare qualche appiglio di certezza per il futuro. Viaggi e Coronavirus: quando ritornerà la normalità? Quando si potrà ritornare a viaggiare?

E’ la domanda delle domande, da un miliardo di dollari.
La risposta, infatti, tanto vale per un intero settore dell’economia di tutto il globo.
Sapere con certezza significa poter far fronte meglio al picco della crisi, pianificare, elaborare strategie e prepararsi per ripartire.

Le stime, però, sono tutt’altro che rosee.

Anzi.
E’ bene iniziare a pensare ad unità temporali di almeno un anno per poter rivedere una sorta di vivacità del settore e quasi tutti i voli nuovamente operativi.

Per esempio Ryanair ha da poco ufficializzato che riprenderà a volare a giugno 2020 (cioè tra 3 mesi) e speriamo che la deadline non debba essere spostata in avanti…

Ma è chiaro che ci vorrà molto più tempo (forse anni) per ritornare a viaggiare pretendendo (persino!) una certa tranquillità, essendosi lasciati alle spalle l’incubo apocalittico di questi giorni.

Agenzie di viaggi e tour operator dovranno, allora, organizzarsi e cercare di capire come fare per sopravvivere tutto questo tempo.


Ad oggi si può gestire al meglio la comunicazione digitale e capitalizzare il tempo “del fermo obbligato” strutturandosi, rafforzandosi, aggiornandosi e stilando piani per le prossime crisi così da codificare cosa fare e quando.

VIAGGI E CORONAVIRUS: I PIU’ PICCOLI NON CE LA FARANNO

Secondo diversi esperti americani le agenzie turistiche off line, quelle che operano solo a livello territoriale, non ce la faranno e spariranno per sempre.

Le altre si arrangeranno in qualche modo, provando a vendere viaggi per l’anno seguente.

Per rischiare meno bisogna pensare a partenze non prima della primavera 2021.

Del resto anche le Olimpiadi potrebbero tenersi tra maggio e luglio 2021 (previsioni fatte a fine marzo 2020 ndr).

Considerando lo scenario nerissimo e fluido più che vedere cosa succederà tra un anno, sarebbe utile capire come si farà nei prossimi 3-4-5 mesi.
Ma qui il discorso si fa troppo ampio e complicato.

L’economia in tutti i settori accuserà cali a due cifre. 

Il Pil di molti Paesi calerà vertiginosamente, occorreranno misure e aiuti pubblici consistenti per tutti e poi occorreranno misure per il rilancio.

Reazione alla globalizzazione?

C’è chi intravede una profonda reazione alla globalizzazione (molte aziende si sono trovate in difficoltà perchè già a gennaio non ricevevano pezzi e prodotti dalla Cina bloccata…).
C’è chi propone misure governative per rilanciare le produzioni industriali nel nostro Paese. L’obiettivo è quello di “slegarsi” in futuro da ripercussioni dipendenti da altre realtà geografiche e politiche (dazi, guerre civili, dittature, regimi, ecc).
Questo porterà un’ondata di nuovo lavoro per tutti a patto che le regole rendano tutto questo conveniente per le aziende.

La “legislazione conseguente”

C’è chi ricorda l’Austerity degli anni ‘70, il primo blocco totale (per la scarsità di petrolio) che viene alla mente e che assomigli vagamente a quello senza precedenti che viviamo oggi.
Ebbene in seguito a quello shock nacquero una serie di leggi “figlie” del momento

Allo stesso modo i maggiori economisti prevedono nuove norme che siano dirette conseguenza del Coronavirus. 

Potrebbero riguardare l’ambiente (che sta giovando del blocco), sicuramente la salute, la sperimentazione in medicina, ma anche misure specifiche per il rilancio dei diversi settori tra cui quello dei viaggi. Agevolazioni, sgravi fiscali, finanziamenti e altre forme dovrebbero governare il rilancio nella fase della “nuova normalità”.
Ma quali saranno queste regole e in che direzione andranno è ancora difficile da dire.

Dunque l’unica certezza che si conferma è che 

il mondo è cambiato e non sarà mai più lo stesso.

“Ac” e “dC” da oggi non significheranno più “avanti Cristo” e “dopo Cristo” ma “avanti Coronavirus e “dopo Coronavirus”… conteremo gli anni passati dalla pandemia come uno spartiacque netto della nostra civiltà.

Le politiche economiche nel breve termine e gli aiuti di Stato potranno fare la differenza.

STOP DI ALMENO UN ANNO

Dunque, quando ritorneremo a viaggiare?

Alla CNN Travel, l’epidemiologo di Penn State Maciej Boni ha detto: 

«Le cose saranno molto difficili per 12 o più mesi».

Kumi Smith, un assistente professore di epidemiologia all’Università del Minnesota dice una cosa ovvia ma che nessuno ha avuto il coraggio di dire fino ad ora: «si potrà ripartire quando si sarà sradicata del tutto la possibilità del contagio da Covid-19».
E oserei aggiungere: quando sarà passata anche la paura del contagio che ci porteremo dentro per più tempo.

Ma nessuno può dire quando questo accadrà.

Bisognerà poi considerare anche l’aspetto economico: si è fermato tutto e molte famiglie avranno problemi economici; molti non ce la faranno o faranno grossi sacrifici. 

Questo significherà anche limitate possibilità per le famiglie di investire in vacanze. Una cosa la si può ipotizzare: tutti questi sacrifici e restrizioni faranno venir voglia di viaggiare anche a chi prima non viaggiava.

«Si stanno costruendo modelli matematici predittivi», ha aggiunto Smith, «e il punto è quello di cercare di dare a legislatori, autorità e funzionari della sanità pubblica una comprensione di ciò che sta succedendo. Ma man mano che arrivano nuovi casi, i nuovi dati vengono inseriti nei modelli e lo scenario ipotizzato cambia ogni giorno»

Per capire e immaginare il futuro dovremo prima capire quanto sarà grande questa epidemia, quante persone infetterà alla fine, quante persone moriranno nel mondo.
Si può ipotizzare che siamo nel mezzo di una sciagura immensa ma speriamo che possa limitarsi alle grandezze attuali. Possiamo solo sperare che il picco sia già stato raggiunto.

CORONAVIRUS E VIAGGI: OBIETTIVO VACCINO

Un punto fermo lo possiamo mettere: secondo le stime il vaccino potrebbe essere trovato entro 18 mesi. Di solito gli scienziati sono sempre molto cauti quando fanno stime del genere per cui è probabile che il vaccino possa arrivare prima e non dopo questa deadline.

Prendendo per buono questo scenario potremmo ipotizzare, allora, la fine del Coronavirus entro 18 mesi.
Se il vaccino sarà trovato e funzionerà davvero il Covid-19 non farà più paura e sarà debellato completamente nei mesi successivi.
E questa sarà l’alba della nuova era.

Viaggi e Coronavirus: quando si potrà ritornare a viaggiare?

Le famiglie avranno disponibilità economica per viaggiare finita la crisi?

CORONAVIRUS E VIAGGI: LA FINE DEL LOCKDOWN

Non si può parlare di rilancio dell’economia e di ritorno alla normalità senza capire quando finiranno le restrizioni ed il social distancing.


Per quanto riguarda il lockdown e la restrizione in casa, sembra accertato che 

dal momento in cui non si registreranno nuovi casi, bisognerà comunque attendere almeno 14 giorni prima di dichiarare la fine dell’emergenza. 

Secondo l’epidemiologo cinese Li Lanjuan, direttore del Laboratorio per la Diagnosi e il Trattamento delle Malattie Infettive: «Se nessun nuovo caso di Coronavirus verrà riportato per 14 giorni consecutivi a Wuhan, crediamo che sarà quello il momento in cui il lockdown potrà essere gradualmente alzato», ha spiegato al China Daily.


«Dopo l’alleggerimento del lockdown, dovremo comunque mantenere rigidamente in atto delle misure di controllo per prevenire un possibile rimbalzo dell’epidemia».
Si parla anche di una diminuzione delle restrizioni graduale e, forse, anche per fasce di età: dai più giovani ai più anziani.

Secondo alcune stime la fine dei contagi è prevista dopo la metà di maggio.

In ogni caso le restrizioni dovrebbero andare avanti almeno per 3 mesi

Poi le limitazioni dei viaggi per Coronavirus si ridurranno sempre di più.
La lista dei paesi sconsigliati si ridurrà sempre più e potremo viaggiare sicuri di nuovo magari con le mascherine in valigia.

Ma all’orizzonte deve comunque ipotizzarsi una nuova realtà: quella delle future pandemie poichè la creazione più o meno improvvisa di nuovi virus deve essere un dato acclarato e non più così raro.
Questo significa che potrebbe esserci una nuova stagione (proprio come le serie televisive) di future pandemie il che significherà dover combattere contro il “Covid-20”, “Covid-21”…

Ecco perchè saranno importanti le scelte del post Coronavirus, le politiche sanitarie ed economiche mondiali, i fondi destinati alla ricerca scientifica e non solo.

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