Voucher viaggi Covid: per l’Europa sono fuori legge

Nuova tempesta sul turismo di 12 Stati dell’Unione

«I cittadini europei hanno sempre il diritto di ricevere il rimborso, punto e basta». Lo ha annunciato la vicepresidente della Commissione Ue, Margrethe Vestager. Lo ha fatto presentando il pacchetto di raccomandazioni Ue su turismo e trasporti e bocciando di fatto i voucher viaggi.

La Commissione Ue ha aperto una procedura d’infrazione contro 12 Stati membri che hanno violato il diritto dei passeggeri al rimborso dopo la cancellazione di un viaggio o di servizi di trasporto come i voli aerei.

Tra questi anche l’Italia.

«A partire da oggi, 13 maggio 2020, invieremo delle lettere agli Stati membri che hanno violato questo principio fondamentale», ha detto Vestager. Bruxelles si attende che «gli Stati membri correggano immediatamente l’azione altrimenti si passa alla fase successiva» della procedura.

La Commissione europea aveva già chiarito qualche settimana fa che i voucher viaggi da utilizzare entro un anno violavano i diritti dei consumatori riconosciuti dall’UE.
Una nuova grana per tutto il comparto turismo che coinvolge direttamente agenzie di viaggio, tour operator e compagnie di trasporti già pesantemente affossati dal Coronavirus.

Voucher viaggi. Affossare il turismo cercando di salvarlo

All’orizzonte, dunque, altri problemi da risolvere. Infatti è certo che i voucher viaggi -validi un anno- dovranno essere cancellati in favore di un rimborso immediato ai viaggiatori.

Si apre un problema serio di liquidità per moltissime imprese che stanno resistendo come possono a questa crisi senza precedenti. Ora però lo spettro del fallimento diventa più che reale.
Tutto è iniziato con il Decreto “Cura Italia” varato dal governo di Giuseppe Conte. E’ questo che rende obbligatori i voucher viaggi e bloccava la possibilità di avere rimborsi.

La logica era fin troppo chiara: lasciare un minimo di ossigeno alle imprese turistiche per affrontare lo stop obbligatorio dovuto alla pandemia. Un vantaggio enorme per le piccole e piccolissime imprese come la maggior parte delle agenzie viaggi.

A lanciare l’allarme era stata Adiconsum.

«In caso di rinuncia al viaggio su disposizione delle Autorità a seguito dell’emergenza Coronavirus», aveva detto l’associazione, «il testo del decreto fa venire meno la libertà del consumatore di opporsi all’emissione del voucher. Questo anche in caso di cancellazione del viaggio/soggiorno da parte dell’organizzatore, stravolgendo i diritti dei viaggiatori indicati nel Codice del Turismo. Al consumatore verrà corrisposto solo il voucher e mai più il rimborso, contravvenendo addirittura alle norme europee».

La stessa Commissione europea, con una comunicazione dello scorso 18 marzo, aveva già precisato che i Regolamenti Ue oggi in vigore «lasciano al passeggero la scelta se chiedere il rimborso del prezzo o il voucher sostitutivo».

Voucher viaggi obbligatori grazie al Cura Italia

Ma la legge “Cura Italia” ora viene impugnata bellamente dalla Ue e rischia di rendere carta straccia quanto stabilito in precedenza, aprendo la strada a una miriade di contenziosi.
I voucher viaggi sono sicuramente un aiuto al settore del turismo che ha bisogno di un po’ di respiro.

Ma altri hanno sostenuto che non sarebbe giusto soccorrere solo una fascia della popolazione italiana mettendone in difficoltà un’altra (le famiglie). Soprattutto stravolgendo un diritto acquisito dopo anni di battaglie per i consumatori.

Pacchetti turistici, alberghi prenotati, viaggi, biglietti di aerei e treni: tutto annullato per l’emergenza Coronavirus.
Ecco allora i voucher viaggi come soluzione tampone.
Ed ora anche i voucher viaggi rischiano di essere annullati aprendo scenari che ad oggi non possono ancora essere previsti.

voucher viaggi oggi l'annunciodella COmunità europea Vestager

Voucher viaggi: il rischio contenzioso

La vera domanda è, allora, se una legislazione di emergenza possa derogare a una direttiva comunitaria.
Sull’onda di questo, molti consumatori e i loro legali potrebbero fare causa a tour operator, vettori e albergatori. A rischiare di più soprattutto i pacchetti turistici, più onerosi per i clienti.

Il giudice italiano potrebbe accogliere le richieste dei consumatori, disapplicare la normativa italiana o rimettere addirittura la questione alla Corte di giustizia Ue, per far accertare la difformità della norma italiana.

Gli operatori potrebbero eccepire che proprio il carattere emergenziale di queste norme italiane le rende un’eccezione compatibile con il diritto comunitario.

Ma la Commissione europea al momento dà ai giudici una base per bocciare questa tesi.

In ogni caso, qualunque sentenza rischia di infrangersi contro la realtà dell’economia: tanti operatori rischiano di fallire. Quindi appare preferibile raggiungere un accordo che provochi a entrambe le parti il minor danno possibile.

Se ne rendono conto anche alcune associazioni dei consumatori che, sulle vicende legate al Coronavirus, hanno scelto un atteggiamento molto più prudente. Non quello solitamente aggressivo che adottano.

Anche questo è il segno dell’eccezionalità del momento.

Intanto, in piana fase 2 del Coronavirus, non ci sono ancora certezze per la ripartenza del turismo e di come si potranno svolgere le ormai imminenti vacanze estive 2020.

 

QUI IL DOCUMENTO INTEGRALE DELL’UNIONE EUROPEA SULLE RACCOMANDAZIONI INVIATE AGLI STATI SUI VOUCER VIAGGI


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